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DOTT. ANTONIO OBERTI
RispondiEliminaE Antonio Oberti scrive: «L'evocazione e l'invenzione appartengo¬no ad Orazio Giuliani, un artista che sa far parlare il colore con continua vitalità, che decanta le immagini senza tuttavia dimenti¬care il fondamento reale. Sicché senza privilegiare questo o quel personaggio, senza mai qualificarsi stravagante o artificioso egli, provocando una immediata carica emotiva nello spettatore, si im¬merge nello spazio sideralè facendogli via via assumere un simbo¬lico e strutturale significato. Trascendenti e caleidoscopiche vi¬brazioni interiori, scoppi di colori e sensibili modulazioni croma¬tiche circoscrivono felicemente l'immensità astrale ed egli, con sorprendente scioltezza sogna poeticamente, lasciandosi anche trasportare da svariate problematiche e da introspezini più che umane.
Indubbiamente nello spirito di Orazio Giuliani ogni soggetto di¬venta sempre motivo di approfondimento e di dolce miraggio e la diffusa luminosità, convergente verso il centro del dipinto, un mo¬mento purificatore e miracolistico. E dietro queste gestualità colorate il concetto del meraviglioso, espresso con visioni espressioniste-surreali, si trasforma in sogno e in anelito verso la libertà li¬rica dell'arte».Antonio Oberti
Venerdì 29 Giugno 2012 8:57
RispondiEliminaEgr. Maestro Giuliani,
ho visto il suo sito e in particolare i suoi quadri, che credo ancora di grande validità artistica. A parte lo stretto e necessario, qualche volta, figurativo, continua ad essere di personale pregio la sua interpretazione luministica con fonti di luci eteree e misteriose. Una luce che assume plasticità, si insinua nella natura, avvolge le figure creando una narrazione. Non si squarciano ombre, ma si indicano sentieri su cui cammina il misticismo e la religiosità. L’incontro con le acque gioca a favore della, luce: riflessi, emozioni, fremiti. E’ un incontro tra cielo e terra in cui entra anche il colore: celeste con schizzi di verde capaci di regalare all’osservatore sensazioni poetiche e condizioni preziose di rilassamento. La pittura di Orazio Giuliani si impone così come Avanguardia Figurativa. (Giorgio Falossi)
Adelmo Vaghi scrivi
RispondiElimina«Giuliani, un artista dalla personalità complessa, l'uomo sparisce per lasciare il posto all'istinto ar¬tistico e, mentre l'uomo stentatamente parla fis¬sando l'interlocutore, con gli occhi che brillano, rimanendo sempre sorridente quasi che la natura l'avesse fatto così, e le parole escono faticosa¬mente dalle sue labbra come se un pudore rive¬renziale trattenesse i suoi pensieri e le sue espressioni. Altra cosa è invece guardare le sue opere.
La trasformazione è immediata, il quadro è il suo specchio, la sua personalità, esso si presenta al mondo tramite la sua fantasia creativa, il suo sur¬realismo, ove contraddizioni, grovigli, allucinazio¬ni, sogni, ricordi si riflettono in un'esteriorizzazio¬ne della sua anima, l'angoscia della sua terra, vie¬ne tradotta in figure e percepisce la metamorfosi del colore che trasporta l'uomo in quadro, il qua¬dro in creazione, la creazione in visioni nel lin¬guaggio universale dell'Arte che all'oscuro d'ogni altra interpretazione sanno rivelare e sondare il suo io. Ciò che si vede nelle sue tele è il riflesso della sua anima, lo stato emozionale creativo, il tra-sformarsi della realtà vissuta e sofferta ove ricor¬rono gli stessi schemi, ma sempre nuovi, l'esodo; la ricerca di un mondo migliore, la luce profonda che sorge, come oasi di pace, come ispirazione a una migliore società, il suo surrealismo svolto in un realismo moderno, senza legami o freni alla sua fantasia creativa, lasciano libera l'interpreta-zione a un mondo nuovo a un migliore domani, un estro creativo che sfrutta ogni effetto di luce e di ombra, le immagini che in espansione sintetica della realtà diventano ombre, come i ricordi di un bimbo che sente e ascolta anche con l'anima vi¬vendo la tragedia della sua terra aspirando an¬ch'esso in un futuro avvenire all'esodo perpetuo della sua gente, all'immigrazione verso terre lon¬tane, nel desiderio atavico di un domani migliore. Un pittura diversa e distaccata da ogni concezio¬ne manieristica o legata a qualsiasi corrente pit¬torica, che trova una sua giusta collocazione pri¬va di residui formali, ma principalmente libera di esprimere se stessa affrontando soggetti che lo attraggono con rapidi tratti che crea una nuova dimensione espressiva di spazi, dove il sogno è presente, dove l'ombra si lascia baciare dalla lu¬ce, e la fantasia conferma la nuova realtà. Quindi narrativa, azione, movimento, invenzione delle forme, libertà di espressione, mentre i toni sovrastano gli spazi raggiungendo stati emozio¬nali, vibranti e suggestivi, che si intrecciano in un discorso misterioso creato dalla sua mente, verso un'immaginazione discorsiva in un pieno suc-cesso cromato e in conflitto con la realtà, della società attuale e la società in cui è nato, il tempo del benessere, la terra bruciata dal sole, dal sudo¬re degli uomini, dalla miseria, dalla fatica, che per l'Artista è una forma di liberazione, alle condi¬zioni dell'uomo.
Vediamo al fine una pittura insolita, che non in¬tacca la spontaneità della creazione e che si pre¬senta nel suo ordine pittorico come un'esperien¬za nuova che sa concretizzare pittoricamente un linguaggio attuale, onesto, senza dover ricorrere a falsi trucchi stilistici e che presenta una visione della vita nata dall'inconscio umano, atta a de¬nunciare e superare le circostanze negative dell’'esistenza.
A mio parere il surrealismo espressionistico di questo Artista incontra la facilità della creazione surreale insieme all'espressionismo che viene va¬lorizzato dalle luci nascenti e stimolanti la raffi¬gurazione cromatica - ombra figura». (Adelmo Vaghi)
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